2008 | 2007

Novità

SETTIMANA 28 (lunedì 7 luglio 2008)

CAMPIONESSA DEL MONDO 

Era assolutamente indescrivibile la sensazione provata nel re-indossare nuovamente la maglia con l’arcobaleno. Questo campionato del mondo resterà sicuramente tra i più grandiosi: una delle maggiori soddisfazioni da sempre mia e di Kenneth, che ci darà ora nuove forze per proseguire la mia avventura in sella ad una bike nei prossimi anni.

Son passati due giorni dal titolo iridato e tutto mi appare ancora incredibile. Sensazioni incredibili che mi assalivano già a pochi km del traguardo, quando i giochi erano ormai fatti. Sensazioni che crescevano fino a raggiungere il culmine nel momento in cui son scesa dalla bicicletta. In questo periodo, un anno fa mi trovavo a casa e potevo permettermi solo piccole passeggiate fino al negozietto locale. Una miriade di ore di lavoro stanno dietro alla vittoria dello scorso sabato, e questa è la vera ragione per la quale il titolo diviene ancor più speciale.

Il primo giorno dopo il mondiale di Cross Country, due settimane prima della Maratona, il mio corpo e le mie gambe erano molto affaticati, e così abbiam dovuto prenderci dei giorni di relax per poter recuperare al meglio. Ci siam trasferiti da Comezzadura a Villabassa, località dove prendeva avvio e si concludeva la Maratona. Questo al fine di aver abbastanza tempo per delle ricognizioni del tracciato senza mai doverlo affrontare nella sua completezza. In effetti abbiamo avuto la possibilità di spezzettare l’intera Maratona in diverse tratte affrontate su più giorni a ritmi maggiormente intensi.

LA GARA

Le donne hanno affrontato un tracciato di 89 km, per un dislivello totale di circa 3000 metri, mentre gli uomini si son confrontati con i 119 km del loro percorso. Come c’era d’aspettarsi, dopo i primi 10 km di salita si era già formato il gruppo. L’ascesa è stata impegnativa: su asfalto, sterrato e single track. Sabine Spitz ha immediatamente preso il comando e controllato il ritmo sino in cima al GPM, e a quel momento solo la finlandese Pia ed io eravamo ancora alla sua ruota. Un’ascesa con picchi del 14% solitamente è abbastanza atta a fare la selezione.

Nel piatto che portava alla prossima salita vi erano 4 ragazze che si alternavano in testa. All’inizio dell’ascesa ho preso il comando e cercato di stabilire il mio ritmo. Conoscevo il tracciato e sapevo che per giungere in cima tra le migliori occorreva salire in circa 40 minuti. In vetta avevo 35 secondi di margine su Pia e Sabine, ed ho quindi affrontato la discesa al massimo delle mie capacità nell’intento di aumentare il gap sia lì, che in seguito nel pezzo di piano.

Dopo la pianura si è presentata una sezione del percorso molto variegate. Speravo che le due alle mie spalle si fossero separate, ma non era il caso: Pia è riuscita a riacciuffare Sabine in discesa, ed ora erano in due ad inseguirmi. Nel terzo punto piatto avevo 3 minuti di vantaggio sulle due inseguitrici. Avevo allenato bene la discesa che portava in questa zona, e ho quindi raccolto i miei frutti in gara!

CRISI NELLA SALITA FINALE

Nell’approccio alla salita finale avevo un vantaggio di 3 minuti e 15 secondi. La mia gara offensiva e l’approccio aggressivo alle salite cominciavano però a farsi sentire nelle mie gambe. Sapevo che sarebbe stata durissima affrontare l’ultima salita senza farsi raggiungere dalle inseguitrici. Dopo 45 minuti di salita ho cominciato a sentire dei pizzicori sia alle gambe che alle braccia, e questo è solitamente un brutto segno.

Fino a quel momento ero stata molto scrupolosa nei miei rifornimenti, ma a quanto pare questo non era bastato. Non è facile assimilare liquidi e cibo quando uno è stanco a pochi km dalla vetta, ma ho comunque provato a rifocillarmi con un PowerBar gel ed una mezza barretta energetica: questo ha sicuramente aiutato nel raggiungere il risultato finale.

Non avevo alcuna idea di quanto Sabine e Pia fossero distant da me prima di affrontare la discesa. Pochi km dopo ho ricevuto una pessima notizia. Dopo un lungo tratto in una zona aperta ho cominciato a vedere le due ragazze dietro di me: il vantaggio non doveva esser superiore ai 10-15 secondi. In altre parole: avevo viaggiato 3 minuti più lenta delle mie inseguitrici, anche se avevo ovviamente dato il massimo. Dovevo assolutamente riconquistare terreno prima di affrontare l’ultima salita su asfalto, e l’unica possibilità che avevo era quella di lanciarmi a rotta di collo nella parte restante della discesa.

Ho ricevuto una bottiglia di coca cola in fondo alla discesa che mi son bevuta d’un sol fiato. Kenneth ha corso di fianco a me per qualche centinaio di metri dandomi degli importanti suggerimenti: concentrarsi al massimo su quello che stavo facendo per distrarmi il più possibile dai dolori alle gambe! Ho pure saputo che Ole Einar Bjoerndalen mi attendeva in cima alla salita.

Ole Einar mi ha corso affianco nel tratto più duro di salita per cercare di darmi la giusta carica nei chilometri finali. In vetta sono ancora riuscita a scorgere Sabine, e sapevo che quello era il momento che avrei potuto cercare di vincere se avessi dato tutto negli ultimi 30 minuti. L’ultima volta che ho intravvisto Sabine è quindi stata in una piccola salita prima del down hill finale. Anche questo tratto era stato ben preparato, e la discesa si è quindi trasformata in una vera e propria gioia. Son riuscita a raggiungere le due motociclette che mi precedevano e ho saputo mettere a dura prova i miei potenti freni: un vero spasso.

ORO QUALE RISULTATO DI UN’OTTIMA PREPARAZIONE

Non osavo guardarmi dietro le spalle prima dell’ascesa finale, ad un centinaio di metri dal traguardo. A questo punto le ottime sensazioni hanno ricominciato a scorrere in me ed una certa dose di felicità ha iniziato ad assalirmi. I nostri numerosissimi fans giunti per l’occasione mi hanno poi trascinata alla grande sull’arrivo. Son stata assalita da famigliari ed amici, senza però vedere ancora Kenneth.

Kenneth era rimasto bene o male alla situazione nella terza sezione piatta del tracciato, ed era ormai convinto che avremmo festeggiato una medaglia di bronzo. Prima della salita in asfalto, quando mi aveva lasciata, aveva l’impressione di una Gunn Rita incapace di pedalare come sa fare, stanca ed appesantita dallo sforzo. Ma non poteva sapere l’effetto che eran capaci di dare una coca, del PowerBar gel ed una barretta energetica sulla mente di una ragazza inseguita da delle pluri-campionesse sull’ultima salita.

“IL COMMENTO DEL GIORNO”

Kenneth ha Saputo del risultato finale via telefono tramite il nostro manager, Roar, che era già scoppiato di gioia nel mio passaggio sulla linea di fondo. Il commento di Kenneth è stato semplicemente “maledetto Roar, mi stai prendendo in giro? Controlla il risultato finale!”.

Kenneth calcolava di raggiungere il traguardo un paio di minuti dopo di me in modo da festeggiare assieme. Devo aver pedalato incredibilmente veloce nell’ultima discesa, dal momento che ho vinto la gara con un minuto e 40 secondi su Sabine. Pia ha invece conquistato la medaglia di bronzo.

Non avremmo mai vinto il nostro ottavo titolo senza la preparazione fatta nei 10 giorni precedenti la gara. Allenarsi solo il necessario sul tracciato, forzando un po’ i settori che reputavamo cruciali, e soprattutto imbastendo una tattica che alla fine si è dimostrata vincente.

GRAZIE DEL VOSTRO SUPPORTO

Per finire si è quindi trattato di una giornata vincente sotto più punti di vista, con dei significati profondi che ancora due giorni dopo non riusciamo a realizzare a fondo. Magari potremo scrivere qualcosa di più a fine stagione! Tutto quello che so è che necessitavamo di questa vittoria. Il Team aveva bisogno di un sigillo importante, gli sponsor, i supporter, i miei sponsor personali, il comitato Olimpico, la famiglia… tutte persone che hanno contribuito in modo indispensabili a creare i presupposti per questo incredibile risultato! GRAZIE DI CUORE A TUTTI QUANTI J

Tra una settimana ci trasferiremo in Canada, dove affronteremo due gare di coppa del Mondo quale preparazione finale per le Olimpiadi. Avrete notizie di noi la prossima settimana, non appena avremo assimilato il nuovo fusorario J A tutti voi l’augurio di una bella pedalata!

Ciclistici saluti da Gunn-Rita e Kenneth

Multivan Merida Biking Team

 
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